Ristrutturare una casa d'epoca, fra storia e modernità.



Tracce di passato.

Ristrutturare una casa d'epoca pone davanti a una sfida importante: conciliare il vecchio e il nuovo in modo armonioso.

Spesso a lavori iniziati puoi contare su qualche imprevisto...e qualche sorpresa interessante, qualche traccia del passato. Possiamo unire storia e modernità e far dialogare il passato con il nostro nuovo nido! Basta un progettista con un po' di improvvisazione, adattamento fantasia e flessibilità.


Gli appartamenti che possono riservare più sorprese sono quelli acquistati (o ereditati se siete fortunati!) da vecchie zie o nonne, dove da decenni non sono stati fatti veri interventi di riqualificazione o ristrutturazione.


Questi appartamenti li riconosci dalla carta da parati anni ‘70 ingiallita e scolorita, dall’impianto elettrico vetusto con fili vaganti sulle pareti e interruttori, di altri tempi, e dall’acquaio della cucina, di quelli non integrati nei mobili, in ceramica o in pietra. A pavimento potreste trovare del linoleum incollato un po’ sbiadito o mattonelle a fiorelloni retrò.


Nel momento in cui si inizia intervenire su questi appartamenti, al primo scrostare di intonaco o allo scollare la tappezzeria giallina vi troverete di fronte a qualche cornice originale risalente a fine ‘800 o inizio ‘900, qualche modanatura dipinta sbiadita, molto semplice, a incorniciare la parete, con strisce di colori o piccole decorazioni. Questi decori parietali erano abbastanza standardizzate nell’edilizia post-unità d’Italia fino ai primi decenni del 900, a Roma come a Torino e Milano, e credo anche altrove.



Queste decorazioni sono a metà fra un affresco e una pittura parietale, come mi racconta una brava restauratrice. La tecnica usata era quella di colorare in pasta l’ultimo strato di calce leggera a finitura dell’intonaco.

Come comportarsi con queste testimonianze del passato? Conservarle, anche se spesso molto rovinate, e cercare di consolidarle, oppure lasciar perdere e dare spazio al nuovo, visto che non sono considerate soluzioni di pregio?

Il mio approccio vorrebbe essere molto conservativo, ma mi rendo conto che in molte situazioni questo genere di testimonianze risultino troppo rovinate quindi non facili da mantenere e valorizzare. Insomma vogliamo vivere in un loft stile boemien, o preferiamo un appartamento finito e dall’aspetto meno precario?


Spesso i committenti scelgono per la seconda opzione e preferiscono non valorizzare questo tipo di manufatti. Il mio consiglio è quello di conservare la memoria dove è possibile dal punto di vista sia estetico che funzionale.


In questa foto potete ammirare un frammento di decorazione parietale risalente alla fine dell’Ottocento, che è stata conservata e leggermente restaurata in una zona giorno. Sulle altre pareti della stanza la decorazione era molto rovinata dal tempo, dalla colla della carta da parati. A memoria però dello stato originale dei muri ho voluto riprendere l’antico disegno della cornice con un riquadro azzurrino che rimanda alla all'apparato decorativo originale.



Un pavimento a sorpresa!


Un’altra testimonianza che possiamo ritrovare in questo genere di palazzine sono i pavimenti originali in cementine esagonali o quadrate, o se l’edificio e risale ai primi decenni del ‘900, o graniglia, cioè polvere e schegge di marmo incollate e lucidate. Sono pavimenti dal gusto antico, che conservano un grande fascino. Hanno però un carattere molto deciso e particolare, quindi non adatto a tutti i gusti, e soprattutto non adatti nel caso sia necessario riqualificare l’intero appartamento. In alcuni casi, infatti, potrebbe essere necessario usare lo spessore del massetto del pavimento per far passare tubature e impianti.





Un progettista attento però può studiare la distribuzione degli impianti in modo da conservare parte del pavimento originale. Giocare con i materiali, accostando tecnologia antica e moderna può essere divertente, e può diventare l’elemento caratterizzante di un appartamento che unisce storia e modernità.

Nella foto qui sotto si può vedere come si è scelto di mantenere i "tappeti" decorativi centrali in cementine di primo '900, stendendo una resina o un cemento levigato per i bordi. Il colore della resina riprende il colore grigio delle cementine e testimonia la distribuzione delle stanze che esisteva prima della ristrutturazione.


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